L’eccellenza del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università degli Studi di Padova e lo spirito imprenditoriale proprio del territorio veneto si sono uniti in un virtuoso connubio, dando luce ad Audio Innova.

Spin-off dell’Università degli Studi di Padova, Audio Innova ha come obiettivo l’innovazione nei settori delle tecnologie audio per la conservazione e il restauro di beni culturali sonori, delle tecnologie interattive per l’apprendimento, dell’IT management, del web e del marketing digitale

La start-up ha sede a Padova.

aiLEARN è un ambiente tecnologicamente aumentato per l’apprendimento sviluppato da Audio Innova in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova. aiLEARN applica al processo di apprendimento il paradigma dell’enattività, secondo il quale la conoscenza viene costruita mediante l’interazione con il mondo, attraverso attività motorie che coinvolgono l’intera sfera sensoriale.

La conservazione dei documenti sonori analogici (cilindri, dischi, nastri magnetici) richiede Il trasferimento delle informazioni acustiche nel dominio digitale. Per ottimizzare questo processo Audio Innova ha sviluppato:
i) un sistema informatico (aiCARE: Context-aware Audio Restoration Environment) che implementa algoritmi innovativi basati sul filtro di Kalman, per estrarre un segnale da una serie di misure incompleta e/o affetta da incertezze; ii) un software per ricostruire il suono di un disco usurato o rotto a partire dalla sua fotografia.

Audio Innova mette a disposizione il proprio know-how (Teatro alla Scala, Maggio Musicale Fiorentino, Neuchâtel Expo 2002) per la progettazione di installazioni multimediali a fini artistici (ad es. produzione musicali live) e museali.

“L’utilizzo di aiLEARN agevola l’apprendimento anche in soggetti con deficit psicologici o motori”
Cinzia Bortoletto, Cresco Giocando
“Un prodotto che può, infatti, trovare spazio all’intemo dell’lstituto nell’ambito delle attività, strutturate in laboratori, finalizzate a sviluppare il grado di indipendenza dell’individuo, a stimolare il visus residuo o, nel caso di cecità, dei sensi residui.”
Pierpaolo Lenaz, Istituto Rittmeyer